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ISCRO 2026: fino a 817,69 euro al mese, domanda entro il 31 ottobre

ISCRO 2026: da 255,53 a 817,69 euro al mese per sei mesi. Domanda INPS entro il 31 ottobre 2026, con reddito sotto 12.749,18 euro e calo del 70%.

ISCRO 2026: fino a 817,69 euro al mese, domanda entro il 31 ottobre — immagine generata con IA

La domanda per l'ISCRO 2026 si presenta all'INPS entro il 31 ottobre 2026. L'indennità vale da 255,53 a 817,69 euro al mese per un massimo di sei mesi, secondo i dati INPS ripresi da Money.it. Riguarda i lavoratori autonomi iscritti alla Gestione Separata che rispettano requisiti di anzianità, reddito e calo del reddito.

Che cos'è l'ISCRO e chi la paga?

L'ISCRO è l'Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa. Viene erogata dall'INPS ai lavoratori autonomi e funziona come una cassa integrazione per le partite IVA: un sostegno temporaneo quando il reddito da lavoro autonomo si riduce in modo marcato.

L'importo dell'indennità nel 2026 va da un minimo di 255,53 euro a un massimo di 817,69 euro al mese. La durata riconosciuta è di sei mesi. Sono i valori che l'INPS indica per il 2026 e che Money.it riporta nel suo articolo sulla scadenza.

Quali requisiti servono per chiedere l'ISCRO?

I requisiti sono cumulativi: chi ne manca uno resta fuori. Il richiedente deve essere iscritto alla Gestione Separata, avere la partita IVA e aver versato i contributi previdenziali. L'attività autonoma deve essere esercitata da almeno tre anni alla data di presentazione della domanda.

Il secondo requisito riguarda il reddito. Il reddito da lavoro autonomo dell'anno precedente a quello della domanda, cioè il reddito 2025, deve essere inferiore a 12.749,18 euro. È la soglia massima, già rivalutata. Diviso per dodici mesi, il limite corrisponde a 1.062,43 euro al mese di reddito medio: il conto nasce dalla soglia di 12.749,18 euro divisa per dodici mesi.

Il terzo requisito è il calo. Nel 2025 il reddito da lavoro autonomo deve essere sceso di almeno il 70% rispetto alla media dei redditi del biennio precedente. Il confronto è con la media di due anni, non con l'anno singolo: il punto di partenza è quindi più alto di quello che si vede guardando solo il 2024.

Illustrazione: Chi è escluso dall'ISCRO? — immagine generata con IA

Chi è escluso dall'ISCRO?

Restano fuori i professionisti iscritti a una cassa professionale e i pensionati. L'ISCRO riguarda la Gestione Separata, non le casse degli ordini.

C'è poi un divieto legato alle annualità precedenti. Chi ha già fruito dell'indennità nel 2024 o nel 2025 non può accedere all'ISCRO 2026. Il divieto riguarda chi ha avuto le mensilità: le sei mensilità fruite in uno di quegli anni chiudono la porta sull'edizione di quest'anno.

Una conseguenza pratica: una partita IVA con tre anni di attività, reddito 2025 basso e calo sufficiente può comunque risultare esclusa se ha già ricevuto l'indennità l'anno scorso o quello prima.

Quanto vale l'ISCRO in euro?

L'importo massimo di 817,69 euro al mese, per sei mesi, fa 4.906,14 euro in totale: il conto è 817,69 euro per sei mensilità. L'importo minimo di 255,53 euro al mese, per gli stessi sei mesi, fa 1.533,18 euro in totale: il conto è 255,53 euro per sei mensilità.

La distanza tra i due estremi è di 562,16 euro al mese, cioè la differenza tra 817,69 e 255,53 euro. Su sei mesi, tra l'indennità massima e quella minima corrono 3.372,96 euro, cioè la differenza tra 4.906,14 e 1.533,18 euro, i due totali sui sei mesi. La scheda INPS non indica come si arriva a un importo intermedio: l'importo effettivo dipende dall'istruttoria dell'INPS sulla singola domanda.

In rapporto alla soglia di reddito, l'indennità massima è di 817,69 euro al mese, mentre il limite annuo di 12.749,18 euro corrisponde a 1.062,43 euro mensili, cioè 12.749,18 euro divisi per dodici mesi. Il confronto è fra due valori della stessa scheda e serve solo a dare un ordine di grandezza: l'indennità non sostituisce il reddito perso, lo integra per sei mesi.

Illustrazione: Come e quando si presenta la domanda? — immagine generata con IA

Come e quando si presenta la domanda?

La domanda è telematica e va inviata all'INPS entro il 31 ottobre 2026. L'accesso avviene con SPID, CIE o CNS. La domanda si può fare anche tramite un intermediario, cioè un patronato o un professionista abilitato.

Sul sito INPS si digita «Punto d'accesso alle prestazioni non pensionistiche» nella barra di ricerca, poi si seleziona nell'elenco la voce «Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa (ISCRO)». Sono le diciture indicate nella guida di Money.it.

Nella domanda si autocertificano i redditi del 2023, del 2024 e del 2025. Sono i tre anni che servono per costruire il confronto: il 2025 contro la media del biennio precedente. Dopo l'invio, la domanda comporta l'iscrizione alla piattaforma SIISL, il sistema informativo per l'inclusione sociale e lavorativa.

Quanti la chiedono davvero?

La scheda disponibile non riporta quante domande arrivano né quante vengono accolte, quindi un tasso di richiesta non si può calcolare. Quello che i dati permettono di dire riguarda il perimetro: quattro condizioni insieme, tre anni di attività, reddito 2025 sotto 12.749,18 euro, calo del 70% sulla media del biennio precedente e nessuna fruizione nel 2024 o nel 2025, più l'esclusione di chi ha una cassa professionale e dei pensionati.

Ogni condizione restringe la platea. L'indennità è pensata per un calo improvviso e profondo del reddito, non per un reddito basso in modo stabile: chi ha guadagnato poco anche nel biennio precedente non registra il calo del 70% richiesto.

Il termine del 31 ottobre 2026 non è prorogabile in base ai dati in scheda: la scheda non indica proroghe. Chi ha i requisiti e non invia la domanda entro la data non riceve le sei mensilità, per un importo che va da 1.533,18 a 4.906,14 euro in totale: il conto è 255,53 euro per sei mesi e 817,69 euro per sei mesi.

Il confine è netto: sei mensilità da 255,53 a 817,69 euro per chi rientra in tutte le condizioni, nessuna per chi ne manca una. Il 31 ottobre 2026 chiude la finestra, e il calo del 70% è misurato su redditi che non si possono più cambiare.

Contenuto informativo, non consulenza fiscale: requisiti, scadenze e istruzioni vanno verificati sulle fonti ufficiali INPS.