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Riscaldamento a Genova 2026: accensione dal 1° novembre

Riscaldamento a Genova dal 1° novembre 2026 al 15 aprile 2027: 12 ore al giorno in zona D, 20 gradi. In Liguria quattro zone, date diverse.

Riscaldamento a Genova 2026: accensione dal 1° novembre — immagine generata con IA

A Genova il riscaldamento si accende domenica primo novembre 2026 e resta in esercizio fino al 15 aprile 2027, per un massimo di 12 ore al giorno, tra le 5 e le 23, con una temperatura media in casa di 20 gradi. Il capoluogo è in zona climatica D, secondo il calendario del DPR 74 del 2013 e la suddivisione del DPR 412 del 1993. In Liguria però le zone climatiche sono quattro, e le date cambiano da una valle all'altra.

Da quando si accende il riscaldamento a Genova?

Il calendario della zona D prevede l'accensione dal primo novembre 2026 e la chiusura dell'esercizio il 15 aprile 2027. Nella stagione 2026/2027 il tetto è di 12 ore giornaliere di funzionamento degli impianti, collocate nella fascia che va dalle 5 alle 23. La zona D copre il litorale e l'immediato entroterra genovese.

Nel momento in cui scriviamo non risulta alcun provvedimento comunale che anticipi o posticipi l'accensione a Genova. Il Comune può comunque intervenire in caso di andamento meteo anomalo, e i sindaci hanno la facoltà di ampliare con ordinanza sia il periodo sia le ore di esercizio. Vale quindi la data del calendario nazionale, salvo ordinanze successive.

Quante ore al giorno e a quanti gradi?

Le ore consentite sono 12 su una finestra di 18, cioè quelle comprese tra le 5 e le 23. Restano quindi 6 ore della finestra in cui l'impianto deve restare spento, da scegliere in base alle abitudini di casa o alla tabella del condominio. Il conto nasce da 23 meno 5, che dà 18, meno le 12 ore consentite.

Per la temperatura, in abitazioni, uffici, scuole e negozi la media massima è di 20 gradi, con una tolleranza di 2 gradi. Negli edifici industriali o artigianali il valore scende a 18 gradi, sempre con 2 gradi di tolleranza. Secondo ENEA, 19 gradi in casa sono sufficienti: è una stima di ENEA, non un obbligo di legge.

E fuori dal calendario ordinario?

Fuori dal periodo di esercizio l'impianto può restare acceso al massimo 6 ore al giorno. Gli impianti centralizzati dotati di gruppo termoregolatore possono invece funzionare 24 ore su 24: in quel caso, nelle ore eccedenti quelle consentite, vale un regime attenuato con 16 gradi di temperatura interna massima e 2 gradi di tolleranza.

Illustrazione: Perché in Liguria le date cambiano da zona a zona? — immagine generata con IA

Perché in Liguria le date cambiano da zona a zona?

Le zone climatiche si basano sui gradi giorno, un conteggio che misura quanto una località resta sotto una temperatura interna convenzionale di 20 gradi nel corso della stagione. Il DPR 412 del 1993 fissa i limiti: fino a 600 gradi giorno per la zona A, 900 per la B, 1.400 per la C, 2.100 per la D e 3.000 per la E. Oltre quella soglia si è in zona F. Genova conta 1.435 gradi giorno, dentro il tetto della zona D.

In Liguria convivono quattro fasce. Imperia è in zona C: accensione il 15 novembre 2026, chiusura il 31 marzo, 10 ore al giorno. Genova è in zona D: dal 1° novembre al 15 aprile, 12 ore. Nelle valli e nei centri montani dell'entroterra, zona E, l'accensione scatta il 15 ottobre 2026, con chiusura il 15 aprile e 14 ore al giorno. Infine dieci comuni dell'Appennino genovese sono in zona F e non hanno alcun limite.

Quanto cambiano le ore tra una zona e l'altra?

Il confronto più immediato è in ore di esercizio. Nella stagione 2026/2027 la zona C ha un massimo di 10 ore al giorno, la D di 12, la E di 14. Nei comuni genovesi di zona E sono quindi 2 ore al giorno in più rispetto a Genova (14 meno 12), e 2 ore al giorno in più a Genova rispetto a Imperia, in zona C (12 meno 10).

Il caso più netto è quello dell'Appennino. Santo Stefano d'Aveto, a circa mille metri di quota, ha 3.885 gradi giorno, contro i 1.435 di Genova. È uno dei dieci comuni in zona F, dove i limiti di orario e di periodo non si applicano. Venti chilometri non separano soltanto due calendari: separano due regimi.

Illustrazione: Cosa significa in euro? — immagine generata con IA

Cosa significa in euro?

I dati disponibili fissano date, ore e temperature, non prezzi dell'energia né consumi degli impianti: per questo non è possibile dare qui una cifra in euro al mese o all'anno senza inventarla. Si può però misurare l'esposizione in ore. A Genova gli impianti possono restare accesi al massimo 12 ore al giorno. In zona E il tetto è di 14 ore al giorno, 2 in più.

Quanto valgano in bolletta quelle ore dipende dal tipo di impianto, dal combustibile e dal contratto di fornitura: sono elementi che non compaiono nei dati del calendario e che vanno verificati sulle condizioni contrattuali aggiornate e sulle fonti ufficiali. Il numero che dal calendario si ricava con certezza è uno solo: ogni ora in più o in meno di esercizio è, per legge, una scelta di zona prima che di casa.

Cosa succede in condominio?

Nei condomini con impianto centralizzato gli orari vanno esposti in una tabella, con l'indicazione del responsabile dell'impianto. Chi vuole più ore dentro il tetto di zona può chiederlo all'amministratore. L'aumento delle ore oltre il limite di 12 a Genova passa invece da un'ordinanza del sindaco, che ha facoltà di ampliare periodo e orari.

Per chi vive nei comuni genovesi di zona E la data da segnare è già vicina: dal 15 ottobre 2026 gli impianti possono essere accesi per 14 ore al giorno. A Genova bisogna aspettare il 1° novembre, a Imperia il 15 novembre. Il freddo non segue la stessa agenda dei decreti, e il calendario resta quello fissato per zona.

Tra la prima accensione in valle e l'ultima a Imperia passano 31 giorni di calendario, dal 15 ottobre al 15 novembre 2026, e in mezzo c'è Genova, con le sue 12 ore al giorno.